GRISÙ, GIUSEPPE E MARIA
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Genere:
commedia
Autore:
Gianni Clementi
Regia:
Nicola Pistoia
Compagnia/Produzione:
Neraonda
Cast:
Paolo Triestino, Nicola Pistoia, Crescenza Guarnieri, Sandra Caruso e Diego Gueci, scene Francesco Montanaro, costumi di Isabella Rizza Sinossi
Una sagrestia di Pozzuoli, nell’Italia povera e appassionata degli anni cinquanta. Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diRoberto Mazzone Roberto Mazzone Dove
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LE RECENSIONILa recensione di Wanda Castelnuovo
Una commedia che merita i più importanti palcoscenici per la forza dei sentimenti e la sua capacità di coinvolgere e di suscitare vero, sano e intenso divertimento liberando lo spettatore da tensioni e problemi e facendogli trascorrere momenti veramente rilassanti. Un quadro toccante di un piccolo angolo d’Italia, Pozzuoli, dove negli anni Cinquanta un parroco - don Ciro cui dà vita il bravissimo Paolo Triestino - amico, consigliere e soprattutto persona straordinaria che partecipa attivamente alla vita della cittadina conosciuta nelle sue pieghe più segrete e profonde e per la quale soffre profondendo sane energie e ricorrendo anche a ‘escamotage’ non sempre ortodossi, ma utili per rappezzare i pasticci commessi dai suoi parrocchiani, in verità figli e fratelli. Un parroco un po’ “ruspante” come tutti vorrebbero avere anche oggi per scoprire che la vita può diventare gioiosa pur nelle difficoltà del quotidiano e anche nei momenti più drammatici. Non tanto un ecclesiastico quanto un uomo meraviglioso, con virtù e vizi, che rende viva la sacrestia/palcoscenico dove si avvicendano insieme al farmacista - convincenti la goffaggine e l’insicurezza dell’imponente Diego Gueci - laureato e capace di leggere anche lui le lettere dei paesani analfabeti e ‘playboy’ di seconda professione, due sorelle: donna Rosa - un’emozionante Crescenza Guarnieri che dà alla commedia il sapore di un ‘flashback’ - popolana ‘verace’ e coraggiosa nella sua povertà e capace di dare al ricordo di un viaggio di dolore il sapore di una fiaba, e donna Filomena - una persuasiva Franca Abategiovanni - zitella ‘apparentemente santa’, tutti abitanti della cittadina campana i quali affidano al sacerdote/uomo segreti, confessioni e soprattutto le speranze più intime. Una regia perfetta quella di Nicola Pistoia che interpreta anche uno dei personaggi più gustosi, il sacrestano Vincenzo, e che insieme agli affiatati e bravissimi attori mette a nudo uno scorcio di quel popolo povero, ma ricco di speranze e pronto a emigrare per costruirsi un futuro migliore, semplice, ma animato da principi e sentimenti buoni e ottimista malgrado l’analfabetismo che complica problemi e difficoltà del quotidiano. Straordinario il testo, semplice e complicato come è la vita, scritto in modo impeccabile da Gianni Clementi (nato a Roma nel 1956 e giunto allo spettacolo alla fine degli anni ’80) la cui elegante, composta e mai sguaiata comicità è resa in modo superlativo.
Milano, Teatro Oscar, 14 marzo 2008 Voto:
La recensione di Wanda Castelnuovo
Una commedia che merita i più importanti palcoscenici per la forza dei sentimenti e la sua capacità di coinvolgere e di suscitare vero, sano e intenso divertimento liberando lo spettatore da tensioni e problemi e facendogli trascorrere momenti veramente rilassanti. Un quadro toccante di un piccolo angolo d’Italia, Pozzuoli, dove negli anni Cinquanta un parroco - don Ciro cui dà vita il bravissimo Paolo Triestino - amico, consigliere e soprattutto persona straordinaria che partecipa attivamente alla vita della cittadina conosciuta nelle sue pieghe più segrete e profonde e per la quale soffre profondendo sane energie e ricorrendo anche a ‘escamotage’ non sempre ortodossi, ma utili per rappezzare i pasticci commessi dai suoi parrocchiani, in verità figli e fratelli. Un parroco un po’ “ruspante” come tutti vorrebbero avere anche oggi per scoprire che la vita può diventare gioiosa pur nelle difficoltà del quotidiano e anche nei momenti più drammatici. Non tanto un ecclesiastico quanto un uomo meraviglioso, con virtù e vizi, che rende viva la sacrestia/palcoscenico dove si avvicendano insieme al farmacista - convincenti la goffaggine e l’insicurezza dell’imponente Diego Gueci - laureato e capace di leggere anche lui le lettere dei paesani analfabeti e ‘playboy’ di seconda professione, due sorelle: donna Rosa - un’emozionante Crescenza Guarnieri che dà alla commedia il sapore di un ‘flashback’ - popolana ‘verace’ e coraggiosa nella sua povertà e capace di dare al ricordo di un viaggio di dolore il sapore di una fiaba, e donna Filomena - una persuasiva Franca Abategiovanni - zitella ‘apparentemente santa’, tutti abitanti della cittadina campana i quali affidano al sacerdote/uomo segreti, confessioni e soprattutto le speranze più intime. Una regia perfetta quella di Nicola Pistoia che interpreta anche uno dei personaggi più gustosi, il sacrestano Vincenzo, e che insieme agli affiatati e bravissimi attori mette a nudo uno scorcio di quel popolo povero, ma ricco di speranze e pronto a emigrare per costruirsi un futuro migliore, semplice, ma animato da principi e sentimenti buoni e ottimista malgrado l’analfabetismo che complica problemi e difficoltà del quotidiano. Straordinario il testo, semplice e complicato come è la vita, scritto in modo impeccabile da Gianni Clementi (nato a Roma nel 1956 e giunto allo spettacolo alla fine degli anni ’80) la cui elegante, composta e mai sguaiata comicità è resa in modo superlativo.
Milano, Teatro Oscar, 14 marzo 2008 Voto:
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