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In collaborazione con
Teatro.Org


Genere: 
poesie e versi
Autore: 
Stefano Massini
Compagnia/Produzione: 
Promo Music
Cast: 
Don Andrea Gallo C-Project Valentino Corvino - viola, live electronics Stefano Albarello - voce e liuto Mise en espace: Angelo Generali Luci: Stefano Delle Piane Musiche: Valentino Corvino

Sinossi


Un reading in cui gli scritti dell’eretico Savonarola, scomunicato da Alessandro VI e condannato al rogo in pubblica piazza per eresia, prendono corpo e voce in Don Andrea Gallo, il “prete anarchico”, da sempre attivo e vicino agli ultimi e agli emarginati senza nessun timore di entrare in conflitto con la dottrina ufficiale della chiesa, con la società o la cultura dominante.
Un interprete d’eccezione ci fornisce l’occasione per scoprire la straordinaria attualità di scritti di 5 secoli fa che appaiono straordinariamente applicabili ai nostri tempi.

Date repliche a cura di
Elisa Cazzato
Scheda spettacolo a cura di
Elisa Cazzato

Dove

Creberg

Stagione
precedente
o
non previste
repliche
al momento

via Pizzo della Presolana - Bergamo (BG)
Tel: 035 343434
Email: info@crebergteatrobergamo.it



LE RECENSIONI


La recensione di Elisa Cazzato




Difendere i più deboli, lottare contro le ingiustizie che attanagliano la quotidianità e dire quello che – normalmente – non si può o non si deve dire; è questo il messaggio di Don Gallo, che come un moderno Savonarola, non tace, e attraverso uno spettacolo di un’attualità disarmante fa parlare i testi scritti dal frate ferrarese cinque secoli fa, e adattati per l’occasione da Stefano Massini.



In un teatro gremito di spettatori, Don Andrea Gallo (con abito scuro e sciarpa orgogliosamente rossa) tiene banco per oltre due ore, catalizzando l’attenzione del pubblico, che vorrebbe applaudire dopo ogni suo pensiero. Alla soglia dei suoi ottantatré anni, il sacerdote ligure conserva il carisma e l’energia di un predicatore del popolo, convinto che le prediche si debbano fare in strada, e non solo tra le mura di una chiesa. È disarmante la logica pungente con cui argomenta i pensieri del Savonarola, rapportandoli ai fatti quotidiani per dimostrare come la storia delle giustizie, in fondo, non sia cambiata affatto. Senza timore di entrare in conflitto con la dottrina ufficiale della chiesa, o della cultura dominante, la lettura teatrale è un’inesauribile fonte di opportunità per ragionare sui problemi affliggono la società moderna, in cui si continua a zittire la verità per non compromettere i rapporti ufficiali, per comodità, o peggio ancora, per pigrizia.



I momenti che più fanno riflettere sono quelli in cui Don Gallo racconta gli aneddoti dei suoi incontri con i personaggi “così detti” potenti; in questi casi (per chi non l’avesse capito) si intende come le sue non siano solo prediche destinate al sonnacchioso uditorio domenicale, ma una scelta ben precisa: quella di vivere in modo attivo,  trasformando il pensiero in azione nella realtà di tutti i giorni. A questo proposito non poteva mancare l’invocazione di una “benedizione” anche per Roberto Saviano, un altro che, come il Savonarola, oggi paga la verità con le minacce.



Don Gallo non è sul palcoscenico per recitare una parte fittizia, ma per raccontare la reale e quotidiana esperienza di un uomo e di un prete che non ammette ci siano differenze tra gli esseri umani: si parla agli umili, ma si parla anche (e soprattutto) ai potenti, perché solo la forza dell’uguaglianza e della verità è in grado di far cambiare una storia che – ancora dopo cinque secoli – resta troppo ingiusta.



Le due ore di spettacolo sono spettate dagli intermezzi di musiche originali composte da Valentino Corvino sulle sonorità della musica sacra della fine del quattrocento, eseguite in scena da C-Project, l’ensemble che dal 2004 ad oggi accompagna le più importanti produzioni Promo Music.



Voto: Voto del Redattore: Elisa Cazzato

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