RHYTH.MIX

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In collaborazione con
Teatro.Org


Genere: 
teatrodanza
Autore: 
da un'idea di Antonio Gnecchi Ruscone
Regia: 
Barbara Cardinetti
Cast: 
Emanuela Maccarani è consulente tecnica della compagnia coordinando le ginnaste ritmiche fra cui ex atlete della Nazionale Italiana Ginnastica Ritmica.

Il voto degli utenti:
Media voti: 5

Sinossi


Uno spettacolo tutto al femminile in cui ritmo, sincronismo, bellezza ed eleganza (gli elementi propri della Ginnastica Ritmica, insieme all'uso degli attrezzi) sono estetizzati in una perfetta armonia di tecnica e danza, musica e colori; sport e danza si incontrano per dar vita a una creazione visiva ed emozionale unica al mondo.

Date repliche a cura di
Roberto Mazzone
Scheda spettacolo a cura di
Roberto Mazzone

Dove

Creberg

Stagione
precedente
o
non previste
repliche
al momento

via Pizzo della Presolana - Bergamo (BG)
Tel: 035 343434
Email: info@crebergteatrobergamo.it



LE RECENSIONI


La recensione di Maria Giulia Grondona


Torna Rhyth.mix e torna il meraviglioso sul palcoscenico del Politeama Genovese. Le ragazze della nazionale italiana di ginnastica ritmica guidate da Barbara Cardinetti regalano ancora brividi.



E’ il sincronismo ancora a colpire. Non solo tra sé, ma tra i loro corpi e i giochi di luce. Molto è cambiato, alcuni numeri sono rimasti rispetto alla performance dello scorso anno.



E l’affiatamento con la tecnologia è aumentato. Ammiriamo questa volta le tante proiezioni che vengono dal Giappone e che si uniscono alle loro esibizioni a ritmo di musica.



Una musica a tratti più vivace rispetto all’anno scorso.



Il pubblico applaude. Come sempre.



E’ bello qualche volta sognare. E poter tornare un po’ bambini.

 



Voto: Voto del Redattore: Maria Giulia Grondona


La recensione di Patrizia Binco

Sensualità e candore, aggressività e dolcezza, rigore e sregolatezza, sono queste le diverse sfaccettature dell’universo femminile, filtrato dalla sensibilità artistica di una donna appunto, la coreografa ed ex ginnasta Barbara Cardinetti. Un mix di sensazioni attraversate dal ritmo della musica, con un comune denominatore, la ginnastica ritmica e l’uso del piccolo attrezzo. Questo è infatti lo spettacolo Rhith Mix, presentato per due serate consecutive al Teatro Ciak di Milano e che ha visto in scena per più di un’ora e un quarto, un gruppo di ex atlete della Nazionale di ginnastica ritmica italiana.

Otto giovani donne dalla diversa fisicità, che hanno dato prova di sapersi mettere in gioco perché per delle ginnaste, non abituate alle regole del mondo della danza e del palcoscenico, cimentarsi in uno spazio scenico teatrale e inoltre anche davanti ad un pubblico del tutto diverso da quello dei palazzetti dello sport, non è di certo cosa facile.

Il ritmo dello spettacolo è serrato, davanti agli occhi dello spettatore si susseguono, come in un sogno durante il quale cambiano repentinamente luoghi, personaggi e situazioni, le immagini di tre donne vestite di bianco le cui gonne lunghe vengono gonfiate dall’aria proveniente dal basso, mentre i loro busti si inarcano armoniosamente facendo scorrere sulle braccia e sulle spalle, quasi come in una magia, delle palle colorate. A volte lo spettatore viene un po’ confuso dalle suggestive proiezioni di giochi di luce che appaiono davanti ad un sipario trasparente che divide il pubblico dalla platea. L’attenzione si concentra sui coni di luce, oppure sulle immagini di braccia e di mani che si intrecciano, mentre dietro le ginnaste -danzatrici compiono evoluzioni difficilissime. Le musiche come anche le coreografie, passano dal rock sfrenato e dai movimenti veloci e aggressivi, alle melodie del pianoforte di Giovanni Allevi o al minimalismo di Renè Aubry che ben si addice alla ripetitività del movimento derivato dal gioco delle funi o dei nastri.

Gioco e ironia quando, su un divertente brano musicale cantato in francese, le ginnaste rincorrono realmente i cerchi colorati dentro i quali hanno compiuto con braccia e gambe le evoluzioni più impossibili. Improvvisamente i cerchi diventano delle proiezioni animate che saltellano qua e là, facendo a loro volta degli scherzi alle atlete.
Tra i quadri più suggestivi vanno segnanti indubbiamente quelli in cui le otto ginnaste si mimettizano dentro poltrone zebrate, oppure diventano dei bozzoli di farfalle appese ai fili, o ancora quando due ginnaste, una bionda e una mora, compiono una sorta di sensuale lap dance acrobatica appendendosi a delle sbarre in verticale, sulla musica di Phisical di Madonna. Oppure quando un’altra ginnasta danza e volteggia sotto un grande pallone che lancia in aria, sul celebre brano dei Beatles “Image”.

Voto: Voto del Redattore: Patrizia Binco


La recensione di Alessia Coppola

Dopo il successo ottenuto su Sky nel "Fiorello Show", "Rhyth.mix" approda a teatro. Lo spettacolo tutto al femminile dove la disciplina agonistica diventa danza vede come protagoniste le atlete della Nazionale Italiana di ginnastica ritmica.

Lontano dagli usuali Palasport in cui si esibiscono, le ginnaste hanno messo in scena uno spettacolo vero e proprio, dove la fanno da padrona cerchi, clavette, nastri, palle e funi, seppur in vesti totalmente diverse. Banco di prova stavolta le tavole del palcoscenico dove si incontrano le armonie della danza e il sincronismo, il ritmo e la tecnica sportiva, in un allestimento arricchito dagli effetti scenici innovativi di Gianni Melis, storico direttore tecnico dei Momix, ed i costumi minuziosamente creati per confezionare in modo spettacolare le esecuzioni delle ginnaste.

Le coreografie di Barbara Cardinetti sono state studiate appositamente per esaltare le qualità fisiche nonchè i corpi perfetti delle atlete, in un mix insolito tra l'arte della danza e la rigidità della competizione agonistica. Pali da lap dance diventano oggetto delle esecuzioni ginniche; funi e nastri servono ad arricchire la coreografia delle difficoltà tipiche della disciplina; palle e clavette si fanno roteare al ritmo di musica introducendo qua e là elementi tecnici; i corpi delle atlete dai muscoli ben allenati alla competizione eseguono evoluzioni artistiche ed elementi ginnici con naturalezza e perfezione.

La consulenza tecnica di Emanuela Maccarani, artefice degli enormi successi raggiunti dalla Nazionale Italiana alle Olimpiadi, ha fatto sì che la tecnica sportiva, il duro allenamento, la competizione convivessero sul palco con l'armonia, la bellezza e l'eleganza della danza. Si è portato lo sport a teatro in un'interazione del tutto nuova che ha trovato la notevole conferma del pubblico.

Voto: Voto del Redattore: Alessia Coppola


La recensione di Maria Giulia Grondona

Giochi di luce, effetti speciali, geometrie assolute e sincronismi perfetti. In una parola lo spettacolo. Acrobazia e flessuosità si fondono all’unisono in Rhyth.mix con il supporto della tecnologia per combinare insieme femminilità, energia, ritmo in un progetto originale e coraggioso, come gli stessi autori lo definiscono, che entusiasma la platea.

Da un’idea di Antonio Gnecchi Ruscone, per le coreografie di Barbara Cardinetti, otto atlete della Nazionale Italiana di Ginnastica Ritmica alternano esibizioni collettive e assoli che sfiorano la perfezione. Non si tratta solo di tecnica. A rendere l’atmosfera affascinante è l’ottima combinazione tra le illusioni ottiche create da sapienti fasci di luce e i costumi dai colori sgargianti che si animano in alcuni momenti arrivando a fondersi con la scenografia seguendo il ritmo musicale.

La consulenza tecnica è di Emanuela Maccarani coadiuvata da Gianni Melis, storico direttore tecnico dei Momix.

Protagonisti accanto alle atlete, gli oggetti.

Clavette, funi, palle, danzano sul palco. Se i nastri si muovono disegnando ampie linee circolari, ecco quadrati e rettangoli spezzati sullo sfondo per creare l’esatto contrasto in cui volteggiano i corpi delle protagoniste.

C’è spazio anche per il sorriso e l’ilarità. I più indisciplinati sono i cerchi. Reali o finti perché proiettati dalla tecnologia, spesso sfuggono ruotando in un senso o nell’altro, a diverse velocità, facendo indispettire le ragazze che sembrano rincorrerli invano.

Eh sì, c’è davvero anche tanta abilità da parte delle atlete, capacità tecniche che spiccano proprio nella gestione della realtà e della finzione.

Il finale è di danza pura.

Lustrini, paillettes, piccole meteore sullo sfondo. Per trasportare in un’ora di sogno.

Voto: Voto del Redattore: Maria Giulia Grondona

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