QUESTI FANTASMI!

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In collaborazione con
Teatro.Org


Genere: 
commedia
Autore: 
Eduardo De Filippo
Regia: 
Carlo Giuffrè
Compagnia/Produzione: 
Diana Oris snc
Cast: 
Carlo Giuffrè, Maria Rosaria Carli

Date repliche a cura di
Claudia Bertozzi
Scheda spettacolo a cura di
Claudia Bertozzi

Dove

Metropolitan

Stagione
precedente
o
non previste
repliche
al momento

v. Diasi 6 - Aversa (CE)
Tel: 081 8901187



LE RECENSIONI


La recensione di Wanda Castelnuovo


Uscita nel 1945 dall’abile e arguta penna di Eduardo De Filippo e messa in scena nel 1946 al Teatro Eliseo di Roma, ‘Questi fantasmi’ è anche la sua prima commedia a essere rappresentata all’estero nel 1955 presso il Teatro Sarah Bernhardt di Parigi in occasione del Festival Internazionale d’arte drammatica.

Presentata oggi dall’abile regia di Carlo Giuffré che interpreta anche il protagonista, Pasquale Lojacono, offre uno spaccato di una Napoli con tutto il suo carico di miserie tra cui in primis il singolare patto tra il proprietario del grandioso appartamento di 18 stanze e 68 balconi, bloccato da una diceria che lo vuole popolato di fantasmi, e il nostro antieroe che lo riceve a titolo gratuito, ma con il gravoso onere di fingere quotidianamente una felicità e una serenità che non albergano neanche nell’intimo più profondo del suo animo.

Comincia così a disvelarsi il carattere insicuro, debole, pavido e ambiguo di Pasquale che, fingendo una sicurezza e un coraggio che non gli sono parenti, si fa gabellare da Raffaele, gretto, avido, bugiardo e ladro portiere dello stabile. Costui astutamente per nascondere le proprie malefatte instilla goccia a goccia il tarlo del dubbio tormentando il povero Pasquale: d’altra parte neanche lui è così sicuro che la casa sia libera da ‘invasori’ tant’è che si affanna per non restarvi mai solo.

Pare quasi che tutti corrano sul filo dell’incertezza e dell’ambiguità in questa rappresentazione dove si incontrano due mostri sacri dello spettacolo - il dinamico e gioviale Carlo Giuffrè e il validissimo Piero Pepe nei panni di Raffaele - che calcano con tale naturale sicurezza e compostezza le scene da fare insinuare il dubbio che noi spettatori-fantasmi, cui non bastano i balconi-confessionali per comprendere ‘cosa sta dietro’, ci troviamo a spiare un fatto reale.

Forse ciascuno trova un po’ di se stesso in questo fare finta di non vedere, abbozzare, scendere a compromessi e giocare a rimpiattino pur di non fare saltare falsi e ipocriti equilibri che garantiscono il quieto vivere e nella fattispecie il vivere stesso.

Può allora capitare di non chiedersi da dove derivi lo scorrere facile di denaro lasciando il dubbio sulla buona fede di Pasquale nel credere ai fantasmi così come esistono tanti professori Santanna, voyeur della vita altrui, in quelle splendide scenette dal balcone con l’elogio del caffè  sotteso di significati simpaticamente ambigui

Una dolente umanità alla ricerca di attimi di illusione vista con affettuosa compassione dagli occhi di Eduardo che sono diventati quelli di Giuffrè.



Voto: Voto del Redattore: Wanda Castelnuovo


La recensione di Gianmarco Cesario


"Ad 83 c'è sempre un motivo per commuoversi", con queste parole e tra le lacrime Carlo Giuffrè ha salutato il suo pubblico acclamante alla fine della prima di "Questi Fantasmi" svoltasi a Napoli al Teatro San Ferdinando. Emozioni che si sovrappongono nel cuore dell'attore regista: recitare di nuovo Eduardo, dopo "Le Voci di Dentro", "La Fortuna con l'effe maiuscola", "Napoli Milionaria", "Natale in casa Cupiello", "Non ti pago" ed "Il Sindaco del Rione Sanità!", repertorio che per anni gli è stato negato e che da una ventina di anni rappresenta l'ossatura principale della sua carriera di capocomico, recitare questa commedia in quello che fu il teatro appartenuto al suo grande Maestro (così lo chiama) nella piazza che ne prende il nome, è di sicuro una motivata emozione, che riga il volto di questo vecchio leone del teatro e del cinema italiano. Difficile rimanere insensibili di fronte a tutto ciò, e chi scrive riesce a perdonare certe debolezze di una messinscena non sempre convincente, in cui sicuramente Giuffrè, in quanto interprete, nonostante l'età avanzata rispetto al suo personaggio, riesce a catalizzare attenzione e gradimento, in un cast non brillante, ad eccezione del bravo Piero Pepe, un portiere Michele attempato come il protagonista, ma dignitosamente gaglioffo. La regia indugia in certi momenti troppo su certi effetti recitativi, soprattutto nella scena dell'incontro con Armida, interpretata eccessivamente isterica da una diligente Antonella Cioli, e su aggiunte di testo non sempre felici, che risultano di inutile appesantimento. Resta quindi lui, Giuffrè, un Pasquale Loiacono vecchio e stanco, che ancora ruggisce se la moglie Maria (Mariarosaria Carli) non lo ascolta, ma che si sente sconfitto dal peso di un rapporto impari, e che si rifugia nella fantasia piuttosto che affrontare la realtà, così come Luca Cupiello con il presepe, e mentre la moglie grida per tutta la casa cercando l'amante che l'ha abbandonata, lui conta i soldi che questo gli ha lasciato in quanto fantasma,



Applausi e standing ovation, a fine rappresentazione, rendono giustamente omaggio all'interpretazione ed alla carriera dell'attore, e questo vedere riconoscere gli onori ad un artista che ha attraversato la storia del teatro italiano del secondo novecento, tra Eduardo e la Compagnia dei Giovani, fa bene al cuore.



Voto: Voto del Redattore: Gianmarco Cesario

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