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Genere:
commedia
Autore:
Andrea Brambilla-Nino Formicola
Regia:
Andrea Brambilla
Compagnia/Produzione:
Artisti Associati
Cast:
Andrea Brambilla, Nino Formicola
Sinossi
Una carrellata di comicità e di situazione che attinge dal vero, da quello che ti brucia sulla pelle e che ti condiziona. Così lo spettacolo vira al sociale, denuncia a suo modo le incomprensioni tra i vecchi modelli e le nuove modalità: di vivere, di incontrarsi, di condividere, di invecchiare. Così nascono situazioni paradossali, terribilmente rivelatrici di miserie umane ma sempre con il sorriso.
Date repliche a cura di
Roberto Mazzone
Scheda spettacolo a cura di
Roberto Mazzone
Dove
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LE RECENSIONI
La recensione di Maria Giulia Grondona
Che futuro ci aspetta? Quale futuro attende la nostra società, i nostri figli, noi stessi, visto il mondo in cui viviamo? Un mondo ipertecnologico dove nemmeno più un bar è un vero luogo di ritrovo e di chiacchiere ma un b@r. L’importante è che in esso vi siano i prodotti più innovativi della multimedialità. E pazienza se invece di chiacchierare ad un bancone, gli avventori si ritroverrano a chattare tra di loro via web o Iphone.
Un mondo di oggi e una tecnologia che ci hanno ridotto il cervello ad un solo neurone, come indica Zuzzurro, un mondo che però non ha saputo eliminare la povertà, la crisi economica. E un mondo di oggi che, nonostante la tecnologia, moltissimo deve ancora nei suoi comportamenti alla televisione.
Già la televisione di oggi. Quella nella quale Zuzzurro e Gaspare sono invitati a tornare da un dirigente. Loro, quelli del Drive In, e della televisione anni Ottanta. Quelli che mancano da quindici anni e forse, amaramente dicono e diremmo, non ce ne siamo accorti. E ce ne accorgeremmo ancora?
Per tornare bisogna trovare un nuovo format. Deve essere uno spettacolo che faccia audience.
Ed ecco allora Zuzzurro e Gaspare, con la loro proverbiale ironia e il loro sarcasmo, sciorinare tutte le pecche e le assurdità di una tv becera, volgare, priva di contenuti quale quella di oggi. Avrebbero davvero professionisti come loro ancora spazio?
Se Gaspare le tenta tutte nel suo entusiasmo, Zuzzurro smonta ogni sua idea. Non ci si può piegare a ciò che la tv propone oggi. Non si possono assecondare le sue assurdità. In primis quelle della pubblicità.
Al bando la mancanza di contenuti, liti e urla e al bando tutto ciò che è virtuale. Facebook compreso.
Viva i rapporti interpersonali.
E allora arriverà una telefonata di quel dirigente Rai. Il vero posto oggi in tv per Zuzzurro e Gaspare non poteva che essere in un certo genere di spettacolo.
Zuzzurro e Gaspare sono sé stessi e sono sempre loro, con la loro instancabile satira. Due ore di spettacolo senza intervallo. Dissacrante.
Testo davvero forte.
Una lezione per riflettere sulla società odierna e soprattuttto sull’educazione che diamo e gli esempi di vita che lasceremo ai nostri figli.
Voto:
La recensione di Wanda Castelnuovo
Libertà di pensare, parlare ed esprimersi con corretta eleganza - malgrado i continui riferimenti alla cafonaggine e volgarità imperanti - espressione di un’intelligenza usata con sapienza: questa in sintesi l’aria che si respira assistendo al simpatico, divertente e a tratti esilarante spettacolo dei funambolici Zuzzurro e Gaspare, all’anagrafe Andrea Brambilla (Varese 1946) e Nino Formicola (Milano 1953).
Si tratta di una delle coppie comiche più affiatate: incontratesi al Derby Club (mitico e storico locale milanese dove si esibivano quali cabarettisti) e venuti a galla anche grazie alla televisione, sono degni di Plauso (con la p maiuscola in quanto eccezioni rare di una regola ricorrente e usuale) per non essersi omologati.
E l’irresistibilmente comico spettacolo in scena al San Babila inizia nel b@r, nuovo locale di tendenza (ayurvedico e internet) che sta per essere inaugurato proprio quando alla coppia di comici viene proposto tramite una fantomatica telefonata di ritornare in televisione dopo anni di assenza.
Panico totale in quanto sorge il problema di trovare un argomento degno e vivo per il terzo millennio e da qui inizia l’avvincente pièce connotata da continui riferimenti al presente come suggerisce da subito la comparsa di un ‘povero per scelta’ (un piacevolissimo Zuzzurro che ostenta 5/4 di povertà contro i tradizionali 4/4 di nobiltà) in questo drammatico momento di recessione economica.
Lo show continua con l’abile duetto in cui Zuzzurro si cala sempre più nella parte di chi ama il passato e la cultura non in modo becero, nozionistico ed erudito, ma con il calore e il colore di un’umanità acquisita attraverso esperienze personali e del passato e Gaspare alfiere della vuotaggine contemporanea e del trionfo della sua prima tronfia tromba, la televisione: due modelli di vita diametralmente opposti che la feroce ironia dei protagonisti non vuole allargare a forbice, ma farli osservare con bonomia affinché si trovi il punto di contatto.
Dalla letteratura con Dante Alighieri e Cyrano de Bergerac rivisitati in chiave moderna alle favole adattate all’ipocrisia della pseudo-politica imperante con Biancaneve e i sette ‘diversamente alti’ fino alla tecnologia stigmatizzata in quanto la si usa in modo errato, insomma uno sguardo a 360° sul nostro quotidiano con bordate alla strampalata moda giovanile (imposta però dagli adulti), alle diete e a tutto ciò che ci tormenta invece di deliziarci ...
Un’esibizione da non perdere non solo per uscire con le lacrime agli occhi dalle risate, ma per imparare a leggere il presente con fine arguzia giullaresca riflettendo su quanto l’abitudine non ci fa comprendere come disvalore.
Voto:
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