CANTO PERCHÉ NON SO NUOTARE... DA 500 REPLICHE
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Genere:
musicale
Autore:
Gualtiero Peirce-Massimo Ranieri
Regia:
Massimo Ranieri
Compagnia/Produzione:
Rama 2000
Cast:
con Massimo Ranieri Sinossi
Nello spettacolo, scritto con Gualtiero Peirce, il “cantattore” canta, balla e recita raccontando tappe emozionanti della sua vita. Suo compagno di viaggio è anche il piccolo Lele D’Angelo, campione del mondo di tip tap, nei panni di un amico immaginario che sorprenderà gli spettatori con un numero degno di Broadway. Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diGianmarco Cesario Gianmarco Cesario Dove
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LE RECENSIONILa recensione di Paolo Ziccardi
Voto:
La recensione di Mauro Guidi
Voto:
La recensione di Maria Cuono
Massimo Ranieri nello spettacolo teatrale “Canto perché non so nuotare... da 40 anni, tratto dall’omonimo doppio album uscito nel 2006, ripercorre la sua carriera artistica reinterpretando i più bei brani del suo repertorio.
“Premesso che non sono né un barzellettista, né un battutista che non è il mio mestiere, ma sono qui per dirvi che è facile chiedere a qualcuno tu chi ti credi di essere. Ma lo sapete voi chi vi credete di essere?Con questo mestiere ci cambiano i connotati...”. E' chiaro che Massimo Ranieri all’anagrafe è Giovanni Calone. Quaranta anni fa i suoi discografici decisero di fargli cambiare nome. “Al vostro cospetto, oggi, dovrei chiamarmi Brunello”. Giovanni Calone ha sempre cambiato vesti. Prima noto come Gianni Rock, Brunello e solo dopo come Massimo Ranieri. “Quando ero ragazzino, all’età di otto o nove anni ero ricattato dai miei amichetti. Non sapevo nuotare e i miei amici che erano a conoscenza di questa mia “dote” che è un dono del Signore e sapendo che non sapevo nuotare, mi ricattavano dicendo che se non cantavo mi avrebbero buttato a mare. Cantavo davanti ai ristoranti, dove si potevano guadagnare un po’ di soldi. Ero ricattato continuamente”. Da qui si spiega il titolo del presente spettacolo: “Canto perché non so nuotare da….40 anni”. “ Quest’anno, fra l’altro, ricorre il mio anniversario…artisticamente parlando….è il mio compleanno”. Queste sue parole sono accompagnate dalle dolci note musicali della sua orchestra e dalla complicità del suo pubblico per festeggiare, così, “il suo compleanno” con la canzone “Tanti auguri a te…” Non è un caso che nel suo doppio CD siano comprese le più belle canzoni che lo hanno reso famoso e brani dei più grandi autori: Battiato, Mina, Tengo, Paoli, solo per citarne alcuni. L’artista racconta di sé cantando, recitando e ballando e lo fa con classe davanti ad un’immensa platea all’Arena dei Templi di Paestum. Accanto ai suoi pezzi più famosi da Rose rosse a Se bruciasse la città, da Vent'anni a Erba di casa mia e Perdere l'amore, Massimo Ranieri interpreta alla perfezione anche brani famosi di altri interpreti, come Almeno tu nell’Universo di Mina, Alta Marea di Antonello Venditti, l’Istrione di Charles Aznavour e quant’altro. “Come vedete sono circondato da tutte belle donne: la mia fantastica orchestra e il mio meraviglioso corpo di ballo. Ho tradito le donne della mia vita con il mio pubblico”. Proprio così, la sua orchestra è formata da ben 11 elementi: Valentina Ciccaglioni (piano e tastiere), Federica Michisanti (basso), Emaunuela Borzi (batteria), Fabiana Testa (chitarre), Maria Giammetti (sassofono), Vanessa Cremaschi, Giusi Petti, Chiara Tofani, Adriana Ester Gallo (violini), Anna Rollando (viola), Adriana Lucia Sanchez Malaga (violoncello). E poi sulle coreografie del grande Franco Miseria arricchite dagli splendidi costumi di Giovanni Ciacci, che rendono ogni brano un quadro a se, si esibisce il suo straordinario corpo di ballo formato da: Claudia Ruspi, Maria Teresa Corsi, Giuliana Gutturiello, Michela Ritorto, Tala De Maria, Sara Soldi, Erika Puddu, Eliana Ghione. Tutte donne all’Arena dei Templi di Paestum tranne il suo pubblico! In scena con Massimo, anche il suo compagno di viaggio, il piccolo Lele D’Angelo nei panni di un amico immaginario che sorprende gli spettatori con un numero degno di Broadway cimentandosi nel ballo, il famoso tip-tap. Davvero “scioccante” la bravura del giovane artista! Eccezionale l'esibizione nel noto ballo anche da parte del “cantattore” (come lo stesso Ranieri ama definirsi). Una notevole presenza di cittadini, turisti, fans a cantare in coro: “Perdere l’amore, quando si fa sera…”, l’ultima canzone presente nel suo repertorio. Tutti in piedi a cantare con Massimo, ad applaudire un grande artista che calca ancora una volta il palcoscenico del Teatro dei Templi e non è detto che non ritornerà perché è in fondo anche la Terra dove egli è nato professionalmente. “ Artisticamente sono nato qui. Per me cantare qui è come se fosse sempre la prima volta. Ormai abito a Roma da 40 anni. Prendo tutto ciò di voi: affetto, simpatia, amore e lo porto sempre via con me. Tutto ciò mi fa sentire molto vicino a voi. Ci vediamo l’anno prossimo!”. Voto:
La recensione di Silvia Cosentino
O' guaglione canta, visto che non sa nuotare
Ai piedi dell'imponente Castel dell'Ovo, turisti stranieri affollano i caratteristici ristoranti di Borgo Marinaro, premiando con monetine i guagliuncelli del povero rione Santa Lucia: acrobazie acquatiche, frizzi e lazzi di foche ammaestrate per portare a casa pochi, preziosi spiccioli. Il piccolo Gianni non partecipa al gioco, resta in disparte e si guadagna qualche lira cantando, canta perché non sa nuotare. È passato molto tempo, tante cose sono cambiate per Giovanni Calone, ma talento e vitalità sono ancora lì, palpabili e travolgenti sul palco di Canto perché non so nuotare... Da quarant'anni!, fortunato recital di uno straordinario artista, meglio noto come Massimo Ranieri. Dal 2007 questo spettacolo incanta teatri e piazze, facendo divertire e commuovere per più di due ore, con una formula ben collaudata e vincente per l'artista napoletano, affiancato da sole donne. La piccola orchestra e le sette ballerine si esibiscono per OperaFestival, nel Giardino di Boboli, su una scena semplice: un fondale bianco, cangiante sotto l'effetto delle luci, e tendaggi calati al centro del palco nei momenti più intensi. A colorare il tutto, le coinvolgenti, ammiccanti e ironiche, coreografie di Franco Miseria (talvolta eseguite con imprecisioni e una certa pesantezza) e i costumi di Giovanni Ciacci, variopinto viaggio verso mille suggestioni. Elegante nei tanti e rapidi cambi d'abito, dal nero al bianco, passando per il rosa e un coraggioso viola, Ranieri ipnotizza il pubblico con il fisico agile e la sua naturale maschera, solcata da infinite espressioni. Con tecnica e passione immutate, senza risparmiarsi, canta e recita i propri successi (Se bruciasse la città, Rose Rosse, Vent'anni, Erba di casa mia, Perdere l'amore...) e rende omaggio ai grandi cantautori italiani: le versioni proposte sono intense, corporee, struggenti e leggere, pervase da un'ironia che esorcizza il dolore, da quel riso amaro tipico dei grandi personaggi partenopei. Napoli è infatti sempre presente, non solo grazie all'interpretazione di brani come Reginella, ma nelle movenze morbide o scattanti, nel fare guittesco, nella mimica facciale rapida e duttile. Senza che l'emissione vocale ne risenta, Ranieri è ballerino sensuale e ginnasta divertente, a proprio agio con tutti i mezzi espressivi, irresistibile in un tip tap (affiancato dal giovane ballerino Federico) alla Fred Astaire, simbolo assoluto dell'artista a tutto tondo. Gradevoli i momenti di conversazione con le componenti dell'orchestra e con il pubblico, in cui il cantante ripercorre l'infanzia a Napoli e gli inizi della carriera: oscillando volutamente dall'italiano al napoletano, non mancano simpatiche incursioni nel fiorentino, data la bella cornice di Boboli, ricordando gli esordi cinematografici con Metello e Lo Scialo di Vasco Patrolini. Consapevoli di quanto sia ormai tristemente raro trovare artisti del genere, capaci di ben miscelare talento, tecnica e passionalità, ci si alza dalla poltrona senza fiato: non possiamo fare a meno di sperare che questo sano modo di fare arte possa sopravvivere ed essere di esempio in quest'epoca di successo facile, dei tanti personaggi più o meno dimenticabili, quotidianamente sfornati dai vari talent show. Spettacolo visto presso il Giardino di Boboli a Firenze il 16 luglio 2009. Voto:
La recensione di Angelo Maria Abele
Lo spettacolo permette di trascorrere serenamente e piacevolmente una serata di circa tre ore in un revival di canzoni che raccolgono il meglio della produzione personale di Ranieri e dei migliori cantautori italiani e non. Si parla di nomi come Battisti, Endrigo, Lauzi, Bindi, Aznavour, e la voce di Ranieri ci mette la ciliegina.
Il tutto è accompagnato dalla superba esecuzione musicale professionalmente eseguita da un' orchestra di sole donne e dalle coreografie di un corpo di ballo anch’esso composto da sole e bellissime ragazze. Massimo Ranieri non si risparmia certamente; oltre che confermarsi una delle migliori voci nel panorama italiano della musica leggera, riconferma possenti capacità vocali e canore. Esibizione in un turbinio di danze, movimenti, spesso duettando con le coreografie stesse, con un’agilità da trentenne (eppure viaggia verso i 60!). Massimo racconta nel frattempo se stesso, la sua vita, la storia del suo successo, conquistato con il sacrificio, passo dopo passo e che ormai dura da quarant’anni, successo che si mantiene - a ragione - per il suo smisurato amore per il palcoscenico, per il suo attaccamento al pubblico, per il piacere che riceve nel trasmettere emozioni, mentre si emoziona lui stesso nel dedicarle con immutato entusiasmo al suo pubblico. Una platea sempre coinvolta che canta con lui i motivi dei brani più celebri,una serata che sembra non avere mai fine. Dopo la chiusura del sipario le richieste della platea sono tali che lui, Protagonista con la P maiuscola, è costretto a cantare ancora diverse canzoni mentre gli applausi scrosciano copiosi sia per l’interprete principale, per l’orchestra, per le ballerine oltre che per un giovanissimo e promettente ballerino di Tip Tap che esordisce durante la serata esibendosi e duettando con Ranieri. Piacevole l’allestimento scenico, le luci e gli effetti. Tutto al meglio per una serata spesa veramente bene. Milano, Teatro Smeraldo 22 novembre 2008 Voto:
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