Un marito ideale.
“E’ possibile una politica senza compromessi? La questione morale è di dominio pubblico o privato?”
Oggi… più che mai questi interrogativi s’impongono con urgenza via via sempre più crescente. sfida raccolta da Roberto Valerio con il suo “marito ideale” ripresa di un classico della drammaturgia inglese firmata Wilde.
Lo stile e il testo ridimensionati, scarnificati dallo stesso Roberto Valerio in funzione di un dilemma etico: la correttezza e l’onestà come elemento fondante dei rapporti interpersonali, nonché motore dell’esistenza dei singoli caratteri: elemento naturale nella vita di Lord e Lady Chiltern. Sottosegretario agli esteri con uno scottante segreto di gioventù, lui. Donna integerrima, calvinista e innamoratissima lei. Gertrude Chiltern idolatra e ama impersonalmente il marito (la sua sincerità, non è il frutto di una virtù quanto il prodotto dell’inesperienza).
Onestà e saggezza sono per Arthur Goring (dandy perdigiorno) virtù da assaporare brevemente e scartare come una caramella. Alter ego dello stesso Wilde; Roberto Valerio ne fa l’antagonista di Lord Chiltern: tanto frivolo e ozioso il primo, quanto impegnato e serio il secondo.
La scelta giocata sui contrasti vale anche per il parterre femminile della pièce: ponendo a confronto: la stoica e virginale Lady Chiltern con l’avventuriera Mrs Cheeveley. Contrasto non sempre riuscito che rischia di far apparire la partitura registica più simile ad una quadriglia
La storia:
La carica di Sottosegretario agli affari Esteri ha posto sulla testa di Lord Chiltern una corona e un titolo da onorare e difendere a qualsiasi costo. La ricchezza e il potere non si conquistano con il lavoro onesto. (certo no, se sei nato da una famiglia borghese!) Vergogna e disonore saranno il prezzo per la coraggiosa ambizione che Lord Chiltern ha sfoderato anni addietro. Lo scotto? E' la vulnerabilità davanti alle pressanti richieste di Mrs Cheveley, avventuriera dal cuore duro. Donna terribile quanto determinata a speculare su segreti di stato inglesi. Il dilemma posto è il seguente: cosa prevarrà di più nel cuore di Robert: la paura di perdere l’amore di Gertrude o il timore di veder finire una valente carriera politica a causa di un errore di gioventù?
La commedia dei quesiti
Amore o carriera- questo il presupposto attorno a cui Roberto Valerio crea l’idea centrale del suo lavoro. La vita sentimentale tranquilla o la politica vissuta in prima linea? Commedia mai fine a se stessa, fa discutere e solleva nuovi interrogativi:sino all’ultimo grande quesito: preferire la sincerità anche a rischio della nostra stessa vita?
Dialoghi e situazioni, benché ridotte all’essenziale, conservano il brio e l’energia del testo originale. Le scene rievocano, pur nella loro semplicità, l’ampio respiro delle vaste dimore vittoriane. Felice la mano di Valerio nella regia: i tempi sono ottimi e l’ensemble degli attori risulta perfettamente bilanciato. Le battute di Wilde tornano a rinascere con estrema naturalezza. I Dialoghi prendono vita e si trasformano in strali alla società civile. Sentenze lapidarie proferite con grazia incalzante e toni pacatamente graffianti.
Discutibile l’incipit: l’idea di partire dal finale per poi tornare all’inizio con un ideale riavvolgimento immagine. Trovata inutile che rischia di pesare sul delicato equilibrio dell’intera commedia.
Voto: