ROMEO E GIULIETTA
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Genere:
danza/balletto
Autore:
balletto in due atti tratto dall'omonima tragedia di W.Shakespeare
Regia:
Giorgio Madia
Compagnia/Produzione:
Balletto di Milano
Cast:
MUSICA: P.I.Ciaikovskij COORDINAMENTO MUSICALE: Michele Rovetta ESECUZIONE MUSICALE: Orchestra del Puccini Festival, diretta dal M°G.Acquaviva DANZATORI: Teresa Molino – Martin Zanotti Alessia Campidori Laura Colucci, Savina Bellotto, Martina Gerbi Azzurra Muscatello, Anna Kolesarova, Patrizia Tosi, Giorgio Colpani, Alessio Di Stefano, Domenico Ducato, Fabrizio Gallo, Denald Gjergo Francesco Pelli, Christian Sciagura Federico Veratti Sinossi
“Il linguaggio della danza, come diceva Béjart, non deve esprimere concetti molto complicati ma solo i più semplici: vita, morte, guerra, amore, tristezza e gioia”. Giorgio Madia Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diLa Redazione La Redazione Dove
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LE RECENSIONILa recensione di Alessandro Paesano
Voto:
La recensione di Valentina Scocca
“Romeo e Giulietta”, nuova creazione del Balletto di Milano della stagione 2009, è andato in scena il 16 e 17 gennaio al Teatro Europa Auditorium in esclusiva regionale, dopo essere stata rappresentato con successo in importanti teatri lirici e prestigiosi teatri italiani e spagnoli.
Questa nuova versione del classico shakesperiano è affidato al coreografo Giorgio Madia e si avvale dell’esecuzione dal vivo dell’Orchestra del Puccini Festival, diretta dal Maestro Giuseppe Acquaviva. Il Balletto di Milano, diretto da Carlo Pesta, è costituito da un gruppo stabile di danzatori provenienti dalle migliori scuole e accademie, in grado di coniugare una tecnica impeccabile con una notevole versatilità espressiva. Questo nuovo allestimento de “Romeo e Giulietta” è una rielaborazione del classico dramma shakesperiano in chiave moderna e attuale, che presenta aspetti originali e innovativi sia dal punto di vista musicale, la partitura di Pëtr Il’ich Ciaikovskij è completata da altri brani del compositore russo, che dal punto di vista coreografico, l’allestimento di Madia, infatti, si distingue per unità e coerenza, plasticità delle composizioni coreografiche e delle movenze e ritmo, elementi che si coniugano ed amalgamano all’azione scenica, rendendola “leggera” ed eterea, senza perdere intensità e drammaticità. Ruolo fondamentale in questa nuova versione della tragedia shakesperiana è stato svolto dall’allestimento scenografico, giocato sul contrasto dei sontuosi costumi, completamente bianchi o neri, che si contrapponevano al bianco candore dei tendaggi, utilizzati come fondali. In questo spettacolo la danza e la scenografia sono intimamente connesse e il loro connubio ci restituisce la complessità e la vastità di sentimenti che la storia vuole raccontare: amore, odio, gelosia, tradimento, vendetta, tristezza, gioia, emozioni forti vissute in modo totale, violento ed estremo. Le scene sono di Cordelia Matthes, validissima scenografa e costumista tedesca, da anni collaboratrice di Madia: l’allestimento scenico è minimalista e essenziale. Le luci sono a cura di Jean Paul Corradori, light designer tra i più apprezzati – che ha creato un disegno luci efficace che sottolinea i passaggi musicali e i momenti di maggior pathos e intensità della storia. Dice Giorgio Madia, il coreografo, che “il dramma di Romeo e Giulietta, come nell’immaginario collettivo, è per me l’archetipo, l’icona, dell’amore perfetto anche se (o proprio perché) in contrasto con la società e con il mondo”. Aspetto interessante e affascinante è la composizione drammaturgico-temporale della vicenda, che di fatto è stata scomposta e ricomposta: la storia inizia dal culmine del dramma, la morte di Giulietta, e si sviluppa con lo scopo di enfatizzare l’amore tragico e travagliato che lega questi due giovani e sfortunati amanti. Vita e morte, amore e guerra, giorno e notte sono evocati dai colori bianco e nero in uno scenario semplice e scarno, che rinuncia a pesanti e complesse strutture scenografiche e si avvale di pochi attori che interpretano i vari ruoli. Una produzione moderna ma legata comunque alla tradizione e allo stile classico, caratterizzata da una ricchezza di contenuti sia tecnici che artistici, accessibile e apprezzata da un pubblico eterogeneo e vario, dai giovani ai meno giovani, dagli esperti ai semplici appassionati poiché qui troviamo novità e raffinatezza. Convincenti e intensi sono Teresa Molino e Martin Canotti, i due giovani promettenti danzatori che interpretano i protagonisti del dramma: preparati tecnicamente, eccellenti dal punto di vista artistico ed espressivo: intensi ed emozionanti, regalano un’interpretazione fluida ed elegante. Positiva anche la prova del corpo di ballo, costituito da giovani danzatori di valore a cui sono stati affidati ruoli di spessore tecnico/artistico: la loro esecuzione è appassionata, entusiasta ma non sempre precisa e pulita. Evidente la loro freschezza, ma anche la poca esperienza. Doveroso un riconoscimento all’impeccabile esecuzione dal vivo dell’Orchestra del Puccini Festival diretta con rigore e dovizia da Giuseppe Acquaviva,. La scelta musicale è stata opera del Maestro Michele Rovetta, musicista e direttore d’orchestra alla Staatsoper di Berlino, in collaborazione con Giorgio Madia; il loro è stato un lavoro di ricerca musicale difficile e impegnativa ma stimolante: la tragica storia dei due innamorati di Verona si sviluppa sulla partitura di Ouverture-Fantasie e di altri brani inediti di P.I. Ciaikovskij (nata nel 1869 e riviste varie volte fino alla versione del 1880), ispirata all’omonimo testo di Shakespeare, a cui il Maestro Michele Rovetta accosta altri celebri brani del compositore russo. La grandezza musicale e la ricchezza dei temi melodici si sposa con la straordinaria capacità del compositore di descrivere il dramma, regalandoci composizioni meravigliose e raffinate, di elevata qualità sinfonica, non a caso la vera novità di questo “Romeo e Giulietta” è la scelta della musica. Voto:
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