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In collaborazione con
Teatro.Org


Genere: 
commedia
Autore: 
Florian Zeller
Regia: 
Maurizio Nichetti
Compagnia/Produzione: 
Enzo Sanny/Teatro 10
Cast: 
Massimo Dapporto, Antonella Elia, Susanna Marcomeni, Massimo Cimaglia

Sinossi


Florian Zeller gioca con il classico tema del tradimento coniugale portandolo alle estreme conseguenze in un continuo scambio di ruoli tra i personaggi della pičce.
Una commedia sulla menzogna.
Michel č un bugiardo incallito a cui tutti mentono. Alice, la sua amante, č la moglie del suo miglior amico Paul ed č assalita da continui sensi di colpa. Paul si confida con il suo amico perchč ha paura di essere ingannato. Laurence, moglie di Michel, sospetta dell'infedeltā del marito e vuole fargli credere di essere infedele. A costo di grandi sforzi e inganni, Michel riuscirā a persuadere tutti sugli svantaggi di dire la veritā e dei benefici del silenzio. La natura dei personaggi oscilla continuamente dal ruolo della vittima a quella del colpevole... alla fine al pubblico rimarrā il piacere di capire dalle ultime parole di Laurence la "veritā" del titolo...

Date repliche a cura di
La Redazione
Scheda spettacolo a cura di
La Redazione

Dove

dei Marsi

Stagione
precedente
o
non previste
repliche
al momento

- - Avezzano (AQ)
Tel: 0863/25933
Email: teatrodeimarsi@comune.avezzano.aq.it



LE RECENSIONI


La recensione di Cristina Poggi


Il cartellone “divertente” del teatro Nuovo esordisce anche quest’anno con applausi scroscianti.

Lo spettacolo riesce a sfruttare fortunosamente una trama asciutta e una comicità schietta ed istintiva: il tema del tradimento e le relative rivelazioni nella coppia diventano così un pruriginoso pungolo con cui ogni spettatore in sala viene solleticato a pensare alla proprie esperienze relazionali e a sorridere dei comuni espedienti in cui si arrabattano fedifraghi  amanti.

Questa commedia spensierata riesce a scanzonare con ironico realismo la faticosa quotidianità di tutti coloro che “ hanno storie d’amore senza documenti a posto” e che, come canta Ornella Vanoni, sembrano “terremotati della vita”. Nessun moralismo offusca la serata e la coppia D’Apporto-Elia riesce a distrarre per due ore tutti gli spettatori. Consigliatissimo.



Voto: Voto del Redattore: Cristina Poggi


La recensione di Wanda Castelnuovo


Superiore alle aspettative lo spettacolo La verità - messo in scena dall’abile regia di Maurizio Nichetti - che garantisce al pubblico circa due ore di sano divertimento non scevro da possibili riflessioni che nascono spontanee nell’assistere al dinamico svolgersi dei rapporti tra i quattro protagonisti della pièce.

Perno straordinario delle diverse dinamiche l’esilarante Massimo Dapporto che con la sua ‘ferrea’ logica mediterranea, arruffata, pasticciona, un po’ sempliciotta, pregna di egoismi e luoghi comuni - così diffusi nel nostro mondo a tutti i livelli - e paradossalmente con una certa onestà nella disonestà crede di gestire in modo perfetto quale unico burattinaio la moglie, l’amante e l’amico ai quali è sinceramente affezionato.

La logica perversa del nostro eroe lo porta a stravolgere comicamente le situazioni per cui il torto si trasforma in ragione e le colpe proprie si trasferiscono a coloro che osano agire o reagire, naturalmente ciascuno a suo modo.

Molto più freddo e controllato appare il comportamento degli altri tre protagonisti che, pur manifestando un certo dispiacere nel constatare di essere tutti spregevolmente privi di chiarezza interiore, si muovono più razionalmente e tanto controllati da fare sorgere dubbi su dubbi.

Restano un tira e molla esistenziale altalenante, superficiale e doloroso per tutti, la persuasione che spesso ci appoggiamo sia affettivamente, sia professionalmente a chi è sicuramente più debole di noi e la certezza che in tale povertà di ‘essere’ - ampiamente stigmatizzata dalla pièce - è impossibile cercare una verità in quanto sono tante quante le infinite sfaccettature di un animo insicuro che non ha mai il coraggio di scegliere o ancora quante sono le maschere che ciascuno assume.

Ottima la prova degli altri tre protagonisti che valorizzano il brillante testo di Florian Zeller (Parigi, 1979), giovane romanziere e drammaturgo capace di scrutare dietro le apparenze di tanta società.



Voto: Voto del Redattore: Wanda Castelnuovo

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